La fuga di Rudo verso i monti Phezulu

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La fuga di Rudo copertina

«La mia scuola è troppo lontana. Ma lontana o no, è l’unica scuola secondaria dei quattro villaggi dell’area di Saphela, nella provincia di Kezi. In ogni caso, è facile da trovare. Basta seguire la grande strada di Saphela [...] e si arriva dritti all’entrata della scuola di Godlwayo, il villaggio vicino».

Chi parla è Rudo, una bambina di 14 anni che in un giorno qualunque, mentre torna dalla scuola insieme alle compagne, vede irrompere nella routine quotidiana la brutalità più feroce.

È l’inizio del Gukurahundi, “la pioggia che spazza via le stoppie”, un terribile episodio di violenza interetnica che nel 1987 portò al massacro di 20.000 civili di etnia ndebele da parte della Quinta brigata, un’unità speciale dell’esercito dello Zimbabwe addestrata nella Corea del Nord per reprimere i dissidenti.

Chris Mlalazi racconta la fuga di Rudo dal suo villaggio insieme alla madre, alla zia ed al cuginetto di pochi mesi. Lo stile è asciutto, privo di sentimentalismo e autocommiserazione: è la voce semplice di una bambina che racconta il suo dolore, incredulo e stupito di fronte a una ferocia che le sconvolge la vita e che non ha una ragione.

All’orrore e ai crimini di cui Rudo è testimone si oppongono, quasi per contrasto, la capacità di reagire dei protagonisti, il loro coraggio e il rispetto profondo che hanno per se stessi e per le altre vittime.

Colpisce il modo in cui l’Autore sa dare voce alle emozioni di una bambina, capace perfino di sorridere, seppure amaramente, e di non perdere mai la speranza.

È una storia che fa soffrire e affascina. E resta impressa nella memoria e nell’anima di chi legge.

«Tenevo gli occhi fissi sulla figura accasciata nella polvere. Era papà, ed era nudo. Le luci del camion gli illuminavano il corpo. Lentamente, s’è tirato su a sedere. Ho riconosciuto il soldato con gli occhiali. Gli stava puntando qualcosa alla testa. Sapevo che era una pistola. All’improvviso, mamma mi ha afferrato e mi ha nascosto il viso contro il suo seno. Non ho cercato di liberarmi. Aspettavo lo sparo. Nel mio cuore, ho detto addio a papà».

 

 

Rassegna stampa:

La fuga di Rudo verso i monti Phezulu su ansa.it

Il parrucchiere di Harare e La fugo di Rudo veso i monti Phezulu, Lo Straniero, gennaio 2015.

Christopher Mlalazi e il nostro editore Paolo Paoloni, intervistati su Rai Radio1, durante la trasmissione Voci dal mondo il 15 marzo 2014

Christopher Mlalazi, intervistato dal “Guardian”, il 16 agosto 2013

 

 

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