I miei compagni neri

Introduzione di Valentina Vivona.

Da giugno disponibile in volume in tutte le librerie.

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ISBN: 978-88-98836-00-0Prezzo: € 2.99

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«L’abitudine serale di riunirsi intorno al fuoco del campo e divertirci scambievolmente con racconti di leggende, cominciò nel 1875 dopo che Sabadu, un paggio del re Mtesa, aveva meravigliato i suoi uditori con la storia del Sacerdote senza macchia. Il nostro circolo era aperto a tutti ed era spesso numeroso, perché quando fu visto che i narratori più capaci avevano convenienti ricompense e che il passatempo era piacevole, pochi resistevano alla tentazione di avvicinarsi e ascoltare [...]. Le leggende seguenti sono le migliori e le più curiose fra quelle che mi furono raccontate in diciassette anni, e che non sono state finora pubblicate in alcuno lei miei libri di viaggio. [...] Siccome queste poche leggende, che vengono ora pubblicate, non sono prive di un certo merito, come esempi delle tradizioni dell’Africa Centrale e della letteratura parlata, ho creduto meglio di attenermi al solo compito di traduttore, cercando di riportarle in inglese il più esattamente e fedelmente possibile».

Henry M. Stanley

 

 «Queste storie presentano un’ attrattiva speciale, perché aprono un campo finora inesplorato in fatto di leggende popolari, e dimostrano una volta di più il legame che riconnette le più antiche tradizioni dei diversi popoli ad una sola ed unica origine».

Adelaide Marchi (amica di Stanley e traduttrice di queste storie)

 

«Mr Livingstone, I presume». Tutti conoscono la celebre frase con cui Henry Morton Stanley salutò, dopo oltre un anno di ricerche, l’anziano esploratore di cui si erano perse le tracce. Meno nota è la passione di Stanley per quella che oggi chiameremmo “ricerca etnografica”. L’esploratore infatti, nelle lunghe serate trascorse intorno al fuoco, invitava gli africani che erano con lui a raccontare le loro leggende, trascrivendole e traducendole in inglese.

Le storie, alcune davvero belle e tutte molto interessanti, richiamano alla mente le favole di Esopo. Hanno generalmente uno scopo, pratico o morale, e permettono al lettore di gettare uno sguardo sull’Africa premoderna. La traduzione che presentiamo, «unica autorizzata dall’Autore e perfettamente conforme all’originale inglese», come si legge nel frontespizio, è quella di un’amica di Stanley, Adelaide Marchi, pubblicata da Antonio Vallardi nel 1894. Pur rispettando il testo originale, abbiamo deciso di aggiornare le parole ormai desuete o che, come nel caso di “negro”, hanno acquistato un senso dispregiativo. In alcuni casi inoltre, siamo intervenuti per rendere il testo più scorrevole per il lettore di oggi. Tutto ciò per mantenere la freschezza, la facilità di lettura e l’immediatezza comunicativa dei racconti, che il linguaggio di fine Ottocento avrebbe, in alcuni casi, fatto perdere.

Il volume è illustrato con le numerose incisioni dell’edizione originale, tutte di Walter Buckley.

 

 «Quanto più comprendevamo il linguaggio di quei nativi, tanto più restavamo colpiti dall’identità d’una comune origine in tutti gli uomini»

Henry M. Stanley

Indice

  •  La Creazione dell’Uomo
  • La Capra, il Leone e il Serpente
  • La Regina della Laguna
  • L’Elefante e il Leone
  • Il re Gumbi e la figlia perduta
  • La storia di Maranda
  • Kitinda e il suo Cane
  • La storia del Principe che voleva posseder la Luna ad ogni costo
  • Come Kimyera divenne re dell’Uganda
  • La leggenda della Leopardessa e dei suoi due servi, Cane e Sciacallo
  • Seconda versione della Storia del Leopardo e del Cane
  • La scaltra Testuggine e la Gru
  • La Leggenda di Kibatti il Piccolo che soggiogò tutti i grandi animali
  • La Società del Coniglio e dell’Elefante e quale ne fu il risultato
  • Le avventure di Saruti
  • Il ragazzo Kinneneh e il Gorilla
  • La Città degli Elefanti
  • Alla ricerca della Casa del Sole
  • Un Gorilla ospitale

 

 

Rassegna stampa:

I miei compagni neri e le loro strane leggende, su VanityFair

I miei compagni neri e le loro strane leggende, sulla vetrina di Bazar